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TRANQUILLI, " è sempre il tempo delle mele."

 




TRANQUILLI,
"è sempre il tempo delle mele."


La mela sta ad indicare un periodo di maturazione che da "acerba permette di essere poi più matura", proprio come all'inizio di ogni storia amorosa, o nei vari aspetti dove l'intimità riflette varie ipotesi, per dare un senso alla vita.


Ed è con queste ipotesi, che ci vengono in mente i nostri travagli interiori, fonte di tante interpretazioni delle vite fatte fino ad oggi.


Si cerca e si è cercato sempre un cambiamento della condizione umana, mai in linea con i nostri desideri, sempre sfuggente tra varianti e pensieri legati alla propria personalità, messa insieme anche da aspetti di altre vite, che crea una grande ambiguità nel poter prendere delle decisioni, quando poi pensiamo, che cosi siamo fatti "costituzionalmente".


Ma poi quando certe soluzioni mentali non vanno per via di trovarsi sempre di fronte un muro alto e resistente, pensiamo allora di rivolgersi a conoscere dentro noi stessi cosa sono sentimenti e desideri.


Cosa spinge a cambiare pensiero o a prendere una decisione e non un'altra, pian piano si fa strada una curiosità di conoscerci, che prima non c'era.


E si cerca il cambiamento, anche se non abbiamo nessun rudimento di tecniche, o protocolli, che agevolano questa nuova visione di conoscenza, si, ma abbiamo ormai un nuovo sentimento, come una intima curiosità che percepiamo come un mistero, ma gradevole al cuore, e che per analogia comprendiamo cosa è questo calore, che arriva al solo pensiero.


Nell'osservarci comprendiamo che tante cose dentro di noi, le vediamo dense quasi come pece, non reagenti alla luce di un pensiero di gioia di vivere, legami di una nostra condizione di pensiero ombroso e cupo, nero.


Questo ci fa capire in nostro caos interiore, la non capacità di un libero arbitrio, siamo esecutori di aspetti di noi stessi, a cui pensiamo di non dare più ascolto, accorgendoci da un’attenta osservazione, scevra da giudizi e soprattutto dal rifiutare molti degli aspetti del proprio carattere: sentimenti, emozioni stati d’animo che emergono e sui quali è necessario apportare l’esercizio di osservazione distaccata.


Nel poi è come se questi aspetti li troviamo devitalizzati tra loro, separati, non offrono più un potere cosi denso come prima, comprendiamo che solo non pensarli perdono continuamente energia per poi sparire dai nostri pensieri ed affetti.


Il nero cosi opprimente ora non lo è più, e una luce che entra nel cuore ci fa capire subito che va utilizzata con la nostra energia interna che scopriamo nel nostro ego ed aspetti del modo di vivere,
ed è solo per fusione che possiamo trasformare il "nero della nostra pece", ma pesante come piombo, in sentimenti di gioia ed amore e fonte di luce, come auspicio di consapevolezza per una coscienza più vasta.


E' un grande INIZIO, è come se si rinasce, la trasformazione ormai tanto cercata la troviamo nella ricerca continua di luce e purezza per elaborare i nostri problemi, e ci si rende conto del come osserviamo la "macchina umana" con quel distacco con cui sottomettere aspetti della personalità non più di "sua competenza".


Nel proseguo, si impara a diventare padrone delle proprie emozioni, e ci si allontana da quelle Forme Pensiero che hanno ingabbiato il libero pensiero e la mente, con il vivere spesso desideri e sentimenti di altri, e si inizia a percepire un dialogo con il cuore per un amore incondizionato per la realtà del tutto.


Ormai si comprende che l'incontro con il suo spirito è un prendere possesso delle sue qualità, e comprende che si nasce maestri, la scintilla divina è spirito, ora con questo ritrovarsi si reintegra nello spirito prende coscienza di quello che è sempre stato, per il momento l'oblio è allontanato.

Giorgio Paggi    

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